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SPQRugby al via: " Nati per unire, non per perdere pezzi del rugby italiano "

SPQRugby al via: " Nati per unire, non per perdere pezzi del rugby italiano " - R U G B Y a  R O M A
Con questo slogan accattivante SPQRugby, la franchigia candidata ad occupare uno dei due posti in Celtic League dal 2010. lancia la sua sfida che partendo da Roma  coinvolgerà l'Italia centrale, meridionale e insulare. Un territorio immenso, delimitato a Nord dagli Appennini, a Sud da Puglia, Calabria e Sicilia, con il focus sull'Aquila  che ospiterà gli allenamenti così come nei piani iniziali. In alternativa, per i mesi invernali, spunta anche il campo di Taviano (Lecce) messo a disposizione dal Rugby Salento.
L'organigramma della SPQRugby sarà così composto: 
presidente: Gabriele Caccamo, 
general manager: Giorgio Bartoli, 
direttore sportivo: Stefano Bordon, 
direttore tecnico: Claude Saurel (ex ct di Georgia, Russia e Marocco),
direttore formazione tecnico/atletica Thierry Roudil (ex preparatore di Georgia e Russia),
responsabile preparatori atletici: Christian Iriarte (ex Gran Parma) 
direttore psicologia dello sport: Marisa Muzio.
SPQRugby mette sul piatto 10,3 milioni di euro così ripartiti:
2 milioni di contributo federale,
1,5 da Celtic League e Heineken Cup,
2 da contributi pubblici,
3,5 dagli sponsor;
300mila Euro da quote societarie,
800mila da incassi dello Stadio Flaminio (sede dei match interni),
200mila da operazioni di merchandising.
Attorno ai 9,5milioni le spese previste nel primo anno di esercizio.

Roma 4 giugno 2009

Magners Celtic League: sì a due squadre italiane ma solo dal 2010/2011

Come si può leggere dall'allegato comunicato del Celtic Rugby Board l'ammissione di due squadre italiane è prevista solo dalla stagione 2010/2011 ed è condizionata da precisi requisiti tecnici, finanziari, commerciali compresi i diritti televisivi che saranno soddisfatti dalla stessa FIR

Statement from John Hussey, Chairman of Celtic Rugby on behalf of the board of Celtic Rugby.
The Celtic Rugby Board yesterday considered the possibility of the introduction of two Italian teams to the Magners League.
Resulting from these deliberations it has advised the FIR that they have agreed in principle to invite two Italian teams to join the Magners League in season 2010/2011 subject to a number of conditions being met. These conditions, which will be clearly defined, fall under main headings of Playing and Facility standards, Finance and Commercial including Television. This will be a comprehensive process and will take some time. The Board therefore decided that participation could not commence before 2010/2011 season.
The Magners League is one of the top professional rugby union tournaments in the world. The quality of the Magners League is demonstrated by the fact that in the deciding Six Nations match between Wales and Ireland no less than 42 out of the 44 players that took part in that historic match play their rugby in the Magners League. Four of this seasons Heineken Cup quarterfinalists are Magners League teams. It is essential that any changes to the structure of this great competition maintain the highest standards.

 
REAZIONI - La notizia è stata accolta con grande soddisfazione da Giancarlo Dondi, presidente della federugby. "Questa possibilità rappresenta, per il movimento rugbistico italiano, un importante punto di svolta - ha commentato il numero uno della palla ovale italiana con un comunicato -. L'ingresso nel torneo consentirà di mettere i nostri migliori atleti nelle condizioni di confrontarsi costantemente con l'alto livello europeo, con una inevitabile ricaduta positiva sui risultati della Nazionale. Credo che la decisione del Board della Celtic League non possa in alcun modo rappresentare un punto di arrivo, ma al contrario un punto di partenza. Sono certo che l'Italia sarà un partner affidabile e di buona levatura per la Celtic League, e non ho dubbi che questa manifestazione non potrà che trarre benefici dal nostro ingresso. Dieci anni dopo l'esordio nel Sei Nazioni, ci viene offerta una nuova, grande opportunità per imprimere un'ulteriore spinta al nostro processo di crescita. Starà a tutti noi saperla sfruttare appieno".

26 marzo 2009

Bartoli, manager SPQRugby:"La nostra idea è quella della provincia irlandese"

Bartoli, manager SPQRugby:"La nostra idea è quella della provincia irlandese" - R U G B Y a  R O M A
Dall'Informazione di Parma di oggi riprendiamo alcune dichiarazioni di Giorgio Bartoli, direttore generale della franchigia romana SPQRugby.
Bartoli come mai questa scelta?
" Avevo in testa un progetto ambizioso, quello di proporre una soluzione unica in una città, indicando Roma come la più importante. Ho girato all'estero per parecchio tempo e la capitale rappresenta il punto di riferimento ideale per chiunque. A dieci giorni dal termine ultimo per presentare le candidature alla federazione, ho conosciuto il presidente Caccamo, trovando in lui una persona che condivide appieno il mio modo di intendere il rugby. Gli ho detto che per questo progetto servono soldi, management e organizzazione".
Che futuro nel nostro paese per il professionismo del rugby europeo?
"Mi auguro che nel 2012 in Italia si siano tracciati tre grandi poli geografici che rappresentino l'intero territorio nazionale. Un Nord-Est, un Nord-Ovest e un Centro-Sud con punti di riferimento quali Venezia, Milano e Roma. La gente da fuori vuole venire in Italia per vedere le grandi città e allo stesso tempo queste possono garantire un maggior afflusso di pubblico e un maggior potenziale economico".
A quale modello si ispira per SPQRugby?
"La nostra idea è quella della provincia irlandese (tipo Munster). Non vogliamo avere nulla a che fare con il territorio e la suaoperatività: Vogliamo dare un supporto a tutte le società dela zona, con dei veri professionisti, impegnati nel rugby dalla mattina alla sera con compiti tecnici e di pianificazione della metodica e della psicologia dello sport, un aspetto quest'ultimo, tanto vituperato quanto necessario per la crescita di un gruppo e per la formazione di un atleta professionista. Un altro elemento fondamentale con cui ho discusso con la federazione è che la franchigia non deve avere giocatori tesserati come appunto il Munster. Loro hanno 82 club in gestione nella provincia da cui attingono per Heineken Cup e Celtic League. La Celtic League non sarà un toccasana per il rugby italiano ma neanche la mannaia che lo distrugge. E' una grande opportunità per crescere ed elevarsi allo status di professionisti. Un processo difficile da digerire ma inevitabile se si vuole migliorare".

15 giugno 2009

Magners Celtic League: nasce SPQRugby, la franchigia del Centro-Sud

Magners Celtic League: nasce SPQRugby, la franchigia del Centro-Sud - R U G B Y a  R O M A
«Il nostro non è un superclub ma una franchigia che rappresenta tutto il Centro-Sud». Con queste parole Gabriele Caccamo (nella foto al centro con Bernabò a sinistra e Bordon a destra) ha presentato questa mattina il secondo progetto romano che si candida alla partecipazione alla Celtic League. Caccamo è il presidente della SPQRugby. A questo nome si affiancherà a quello di 'Lupì, dalla selezione nata nel 1977. «Il nostro progetto tende all'identificazione del territorio- ha spiegato Caccamo- al rispetto della tradizione con la disponibilità della professionalità di persone come Stefano Bordon e Massimo Mascioletti». Un progetto che vede coinvolte molte piccole e medie società e vede l'appoggio de L'Aquila Rugby, che metterà a disposizione le proprie strutture per la vita quotidiana della società. Insomma allenamenti a L'Aquila mentre il campo di gioco sarà lo stadio Flaminio. Un budget di 8 milioni di euro, 2 milioni provenienti dagli sponsor gli altri 6 che dovrebbero arrivare tra gli altri da futuri diritti televisivi. La squadra sarà costituita da giocatori che proverranno dalla lista che a giorni dovrebbe essere resa nota dallo staff tecnico della Nazionale e da giocatori provenienti dalle società che faranno parte del progetto. «Ho già parlato con il presidente federale Giancarlo Dondi- ha dichiarato Stefano Bordon, ex coach della Roma- Ho dato un'occhiata alla lista, non ufficiale, da quella prenderemo 30 giocatori per la nostra squadra, poi penseremo anche agli stranieri, anche se un paio già li abbiamo individuati. Non sarà una lista chiusa, anche perchè la Celtic League, durante il Sei Nazioni, continua a giocare a differenza degli altri campionati, quindi faremo ricorso anche a giocatori delle società coinvolte per andare a sostituire i nazionali impegnati in quel periodo». Riguardo l'altro progetto presentato, che vede coinvolte Rugby Roma, Lazio e Capitolina, Caccamo ha tenuto a sottilineare che non c'è alcuna competizione, anzi: «Noi abbiamo un'autostrada aperta per il dialogo, ho un ottimo rapporto con tutte le società e ci siamo già incontrati. Certo all'inizio, anche se ci sono stati contatti, non avevamo la stessa idea ma non è escluso che le due strade possano convergere». Il presidente Caccamo ha fatto sapere che sabato incontrerà a Roma, presso il Cus, i presidenti delle società che vogliono entrare a far parte di questo progetto. Oggi, intanto, erano comunque presenti il presidente de L'Aquila Rugby, Giacomo Pasqua, Massimo Mascioletti, ex allenatore della Almaviva Capitolina Rugby, e Gigi Bernabò, rappresentate della FIR. Il progetto è visibile attraverso il sito www.spqrugby.com.

17 marzo 2009

Presentate alla FIR le due franchigie romane per la Magners Celtic League

 
FRANCHIGIA RUGBY ROMA, CAPITOLINA E LAZIO

Presentata nella Sala degli arazzi in Campidoglio una franchigia romana per la Magners Celtic League. Ne sono promotori  (nella foto di Pino Fama) i tre principali club cittadini: Rugby Roma, Capitolina e Lazio concordi altresì nella ferma intenzione di coinvolgere tutte le società del territorio attraverso il Comitato Regionale del Lazio. Questi i principali capitoli del programma:
Impiantistica : L'iniziativa potrà contare sul progetto, in stato avanzato, del Nuovo Tre Fontane Rugby City per l'immediata costruzione di uno Stadio (che speriamo sarà intitolato a Renato Speziali) da 9/10mila posti coperti.
Base finanziaria : Apporto economico annuale rinveniente dal progetto Rugby City (circa 1 milione di euro), uno sponsor di maglia gia disponibile (700mila euro), un parziale spostamento di risorse dei tre club di vertice, risorse girate da FIR per giocatori di interesse nazionale (1 milione di euro), per proventi Heineken Cup (1.800mila euro), per diritti televisivi (700 mila euro). Ci sono da aggiungere proventi da botteghino, da cartellonistica e da merchandising.
Riforma dei Campionati Nazionali : L'idea futura e condivisa vede la partecipazione di Lazio, Rugby Roma e Capitolina al proprio campionato nazionale ciascuna con i propri colori e la propria tradizione ma tutte facenti riferimento, per l'Alto livello, alla nuova entità sportiva cui forniranno gli atleti del futuro dai propri vivai.
Erano presenti per la parte sportiva i tre presidenti (Abbondanza, Biagini, Tinari), il consigliere FIR, Bernabò, il presidente del CRLazio, Santamaria, Rebecchini(Capitolina), Gianni(Lazio). Per la politica gli onorevoli Barbaro e De Angelis, il Delegato del Sindaco per lo Sport, Cochi, il responsabile del Comune per i Grandi eventi, Perruzza.

17 febbraio 2009
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FRANCHIGIA SPQRugby 

In data odierna, venerdì 13 febbraio, la Società Sportiva SPQRugby, nella persona del suo Presidente Gabriele Caccamo, ha formalmente inoltrato al Presidente della Federazione Italiana Rugby, Giancarlo Dondi, la propria candidatura per partecipare, come rappresentante del movimento rugbistico italiano, alla Magners Celtic League. La società nasce con lo scopo di “sviluppare, promuovere, organizzare” attività agonistica finalizzata all’attività Internazionale nell’ambito delle direttive impartite dall’IRB - International Rugby Board.
SPQR vuole garantire la formazione di un Club di vertice che ambisce ad essere una importante presenza nel panorama Europeo, utilizzando quei “giovani Italiani” che possiedono un significativo potenziale sportivo.Tale decisione scaturisce dalla presa di coscienza della necessità di adeguarsi nel minor tempo possibile all’alto livello professionistico.
E’ desiderio della Società di rappresentare tutto il Centro-Sud, non limitando i propri confini geografici, anzi aprendo le frontiere a tutte quelle realtà rugbistiche piccole o grandi che vorranno unirsi al progetto identificandosi sotto un unico Simbolo.

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M.Bocc.) Cosa c'è dietro la sfida di SPQR destinata a sparigliare le candidature italiane ai due posti nella Celtic League? Il trio Abbondanza, Biagini, Rebecchini si farà mettere in un angolo dal patron di Porta Portese? In casa SPQR bocche cucite ma qualcosa filtra: si parla di un gruppo di professionisti sia a Roma che in Italia  che in GB e Francia, tra i quali Stefano Bordon che si prenderebbe così, prima del previsto, una perfida vendetta sportiva nella piazza di Roma però non come  allenatore  ma viste le sue esperienze di marketing applicato al rugby, come figura manageriale e organizzativa. Emerge anche che SPQR  coprirà gli aspetti strutturali, pubblicitari e manageriali di una societa' rugbistica di alto livello, lasciando,  alla Federazione il compito della conduzione tecnica.

13 febbraio 2009